Isaura - è stata un'esperienza curiosa e piacevole

Isaura


Il laboratorio sull'identità è stata un'esperienza curiosa e piacevole. E' stato un po'imbarazzante presentare la propria storia al gruppo, soprattutto per chi non è avvezzo a raccontarsi di fronte ad un pubblico. Parlare di sé è sempre un po' spinoso, si tratta di esporsi e trovarsi per un attimo al centro della scena. Tuttavia superato l'iniziale imbarazzo ricevere attenzione, commenti e osservazioni da parte dei conduttori così come dai partecipanti ripagava l'aver corso il rischio di essersi messi in gioco. Non avrei pensato di incontrare così tante storie intense, vere, particolari. Molte di queste segnate da un'evoluzione, da un passaggio attraverso la sofferenza, così inevitabilmente umana. Non mi aspettavo insomma di trovare così tanta condivisione anche se all'interno di un'unica giornata, tra sconosciuti. Questo è diventato ancor più sorprendente nei riverberi successivi all'esperienza stessa. Tornata a casa ho avuto l'urgenza di rivedere il mio collage, il mio prodotto, aggiungendo e cambiando gli elementi, come se ci fosse ancora da esprimere. Mi è capitato inoltre di pensare alle immagini di una delle partecipanti con cui avevamo lavorato in coppia, come se solo a posteriori avessi fatto dei collegamenti tra le sue immagini e la sua storia, e mi son sentita di comunicarglielo, ricevendo dalle sue parole l'impressione che anche le mie immagini avessero raccontato di me qualcosa in più di quanto avessi portato con i miei commenti.

Sabrina - Basterebbe osservare le foto della nostra vita

Sabrina


Una semplice considerazione riguardo il laboratorio sull'identità!

Passato il primo momento di timidezza, quello che è rimasto di questa giornata penso sia stata la voglia di scoprire chi siamo o in che modo vogliamo apparire!
Io non ho mai avuto veramente il desiderio di parlare di me, ma la cosa importante è prendere coscienza del fatto che se "forse" ci soffermassimo con maggior attenzione su ciò che ci circonda... Sottolineo "forse", si potrebbero evitare tanti errori.
Ci si può conoscere più a fondo anche da soli? Basterebbe osservare le foto della nostra vita non come semplici immagini, ma come testimonianze sia della nostra esistenza che della nostra identità? Così l'immagine non sarebbe esclusivamente un'istantanea di un attimo esteticamente bello, ma rappresenta un sentimento, un percorso di vita!

Amalia - E’ stata una giornata dove le emozioni sono venute a galla liberamente

Amalia


E’ stata una giornata dove le emozioni sono venute a galla liberamente.  Il particolare eccitato stato emotivo, che si è creato, ha fatto sorgere simpatie e relazioni nuove ed anche successivamente malumori ed incomprensioni con una vecchia collaudata amica!!! Non c’è che dire è un ‘esperienza che … muove….il  sepolto .
Il momento ludico collettivo finale ha stemperato un poco la carica emotiva accumulata nella giornata, ma certamente per qualcuno sarà rimasto un sottile doloroso senso di incompiuto.  Chi avrà desiderio di affrontare e forse un poco risolvere dolorose realtà del passato ancora presenti ci è stato detto potrà provare con “l’arte terapia”.  Non è stato fatto cenno alcuno ai costi…………..economici ed anche certamente emotivi. Cordialmente

Antonia - ho parlato di questa solita cosa in modo diverso

Antonia

Premetto che io sono una trans. E ribadisco, “una”.
Mi è stato chiesto, se volevo, di scrivere un piccolo resoconto del mio incontro con l’arteterapia. Ebbene sì! Che problema c’è.. ormai ne ho fatte di tutti i colori..
Devo dire che io non avevo nessuna intenzione di fare questa “cosa artistica”, ma cercavo su internet degli articoli sull’identità di genere, per una mia ricerca. Sono incappata sulla pagina che parlava del laboratorio, mica male! Pensavo che fosse un laboratorio sull’identità sessuale.
A parte gli scherzi, in realtà era molto di più. Il (destino?) mi ha fatto finire in qualcosa che io non avrei mai cercato. Sono andata ad un incontro individuale. Naturalmente subito ci siamo messi a parlare del mio essere trans. Sono abituata ormai. In realtà, però, ho parlato di questa solita cosa in modo diverso, ed io stessa l’ho vista da un’altra angolazione, ho capito anche l’intento artistico del mio essere trans, se così si può dire. Non sto scherzando, è stata una cosa bellissima..
In realtà poi la cosa per me è (degenerata?) in una sorta di psicoterapia. Io stessa mi sono resa conto che avevo un gran bisogno di parlare in modo diverso, e il discorso del laboratorio ormai me l’ero dimenticato.
Diciamo che poi ho portato avanti le cose in parallelo, e sono ancora in corso.
Che dire.. andate e scoprite voi stesse (e stessi)!
E’ un consiglio sincero. Da provare. Magari non è l’ideale per tutti, ma per me è stata ed è un’ottima avventura.

Lorenzo - Mi sono reso conto che ero parecchio chiuso nei miei tecnicismi

Lorenzo

Sono un fotografo appassionato di tecnologia e arte, cercavo informazioni su internet e mi sono imbattuto nel sito di arteterapia milano. Come talvolta mi accade, ho mandato un’email per chiedere informazioni e nel giro di poco tempo ho partecipato ad un laboratorio collettivo. Inizialmente ho preso il tutto con leggerezza, era un modo di uscire e farsi un giro, andando potenzialmente incontro a qualcosa di interessante. Sono rimasto veramente sorpreso, innanzitutto perché ho conosciuto diverse persone (la maggior parte erano ragazze, e per me questa cosa non guasta), e secondariamente ho iniziato a riconsiderare diverse cose. Mi sono reso conto che ero parecchio chiuso nei miei tecnicismi, che guardavo la fotografia o i dipinti con un occhio scientifico, tralasciando la via emozionale (nel senso di “affettiva”, di simbolica anche a livello esistenziale e famigliare). Il tutto mi ha molto incuriosito, devo dire che in diversi punti mi sono sentito molto in imbarazzo, perché dagli altri mi venivano fatte domande che di solito non mi vengono fatte dai miei amici. Comunque è stato molto bello. Credo che ci tornerò e soprattutto lo consiglio a tutti.

Giulia - Per me l’esperienza di arteterapia è stata fondamentale

Giulia

Per me l’esperienza di arteterapia è stata fondamentale. Quando mi ci sono avvicinata non ero sicura di cosa sarei andata a fare, ero timorosa ma curiosa di andare incontro a qualcosa di diverso.
Per colpa della mia timidezza (non l’ho ancora sconfitta..) ho deciso di fare una seduta individuale, perché avevo paura di un incontro di gruppo, o forse perché voglio tutta l’attenzione per me.
Mi si è aperto un mondo, mi sono trovata di fronte a cose che neanche immaginavo, un sacco di cose che reputavo banali, ricordi, fotografie, miei racconti.. nei confronti dei quali non ho mai riflettuto, mettendoli quasi in una realtà parallela, in un cassetto che nella vita quotidiana non aprivo mai. Mi sembrava inutile farlo. E invece ora, potrei quasi dire che mi sento più “vera”, non so come spiegarlo.. ho incominciato a guardarmi in faccia e a riconsiderare un sacco di cose che ormai credevo superate, compresi i miei sogni.
Ho fatto tre sedute individuali, a un certo punto mi sembrava di essere dallo psicologo, ma in realtà stavo facendo un lavoro, un gioco, o che altro..
Mi sono decisa infine a partecipare a un laboratorio di gruppo, perché di fatto, come mi è stato detto, “l’altro” non era realmente presente nei miei incontri individuali. Sono arrivata all’incontro di gruppo più tranquilla, forse perché sentivo di essere “preparata” (ha sempre funzionato così per me, in ogni cosa..). Il primo incontro di gruppo è stato veramente molto positivo, ho conosciuto diverse persone e le loro vite abbastanza a fondo.
Per ora ho fatto due incontri di gruppo, ma sento che è una cosa che mi fa del bene e mi fa crescere interiormente, continuerò sicuramente.