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Cos'è l'Arteterapia

collageE' più difficile parlare delle nostre emozioni mentre è più semplice esprimerle attraverso segni, colori, scarabocchi, immagini che vanno però a costruire delle rappresentazioni simboliche che ci appartengono e che danno l'indicazione su dove noi  veramente siamo, peraltro come nella dimensione onirica, nei nostri sogni. Un bimbo disegna quel che lui è, il più delle volte senza essere consapevole di essere quella cosa lì che mette sulla carta, disegna ciò che lui sente di essere e soprattutto nelle situazioni di patologie psichiche gravi le persone rappresentano quel che sentono e che non riescono a comunicare perché non lo comprendono.

Le emozioni e gli affetti vengono facilmente veicolati e risolti sulla tela attraverso l'azione delle nostre mani e tali azioni oltre a liberare e a diminuire i nostri grovigli emotivi interiori promuovono un vero e proprio discorso simbolico e quindi terapeutico in cui noi ci rappresentiamo.

Lavorare con le immagini, rappresentare delle immagini su un foglio e su una tela significa configurare, significa costruire delle configurazioni che sono delle forme che occupano uno spazio fisico e concreto, anche parlare concerne una configurazione: parlare è dare una forma grammaticale e sintattica ai nostri sensi e alle nostre idee.

Una pratica analitica o psicoterapeutica è una configurazione dell'inconscio prodotta attraverso il dire, attraverso le nostre parole che danno vita a un discorso che comporta una forma: parlare, dire, implicano una dimensione psichica più evoluta rispetto alle immagini e alle figure che possiamo mettere su una tela. Scarabocchiare, strimpellare, udire un suono ed emozionarsi, implicano l'attivazione dei processi primari dell'individuo che sono primari e primitivi, riguardano i nostri sensi: caldo/freddo,buono/cattivo,bello/brutto etc .

Anche le parole proferite dai bimbi piccoli sono parole che sono un impasto di suoni, sono parole onomatopeiche che rappresentano i suoni e le sensazioni che il bambino percepisce verso il mondo circostante, è una lingua che J.Lacan in un gioco di parole chiama lalangue, lalingua tutto attaccato, dove tutto attaccato significa che non c'è separazione tra l'articolo e il sostantivo e cioè che non c'è separazione tra l'articolo determinativo e l'oggetto, siamo ancora in un grande insieme autoerotico. Freud lo chiama  impasto pulsionale  in cui io stesso godo e  incontro piacere con il mio parlare e con la mia voce, con le mie parole che rappresentano concretamente il corpo degli oggetti che nomino. Nomino degli oggetti  con delle parole che sono prese e costruite, inventate, da quel che percepisco di quella cosa che vedo o che tocco o che sento con il naso, sono concentrazioni di sillabe che emettono suoni verbali e definiscono parole grammaticalmente sbagliate rispetto alla lingua ufficiale, l'italiano, il francese,etc .sono parole che dicono e rappresentano: l'essere' di quel bimbo nel suo stato sensazionale ( sensazione più sorpresa ).

baconMolti psicotici, molte persone affette da patologie schizofreniche o paranoidee vivono il rapporto con il loro corpo e con gli oggetti del mondo circostante in modo simile ai bambini, cioè il loro corpo non ha precisi confini e gli oggetti del mondo vicino sono visti e percepiti il più delle volte come buoni o cattivi, mortali o rassicuranti, il rapporto Io/Tu e inversamente Tu/Io non riesce a essere composto, o almeno è in una dimensione fragilissima. Tutto ciò comporta la difficoltà per questi individui di dirsi uno, di dirsi io sono, di considerare le proprie parti organiche  come un insieme che costituisce il proprio corpo, etc, etc. Per i bimbi piccoli tutto ciò riguarda un passaggio mentale evolutivo mentre questa faccenda se si riscontra nell'adulto o in una età anagrafica impropria è indicativa di una grave patologia psichica.

Un individuo disgregato  si percepisce senza sostanza, è un individuo che non si sente essere un individuo, è un individuo senza essere, si percepisce vuoto, povero, annichilito.

Essere qui significa potersi pensare e percepire come uno o nessuno, come  Giovanni, Francesca, Roberto, etc. Quando una persona del genere si avvicina a una tela o a un foglio bianco il tratto figurativo che disegna costituisce per lui una forma del suo essere persona, individuo. Tale figura attraverso l'immagine che costruisce agisce sulla interiorità del paziente.

Lo 'psicotico' rappresenta delle immagini sulla tela che non riesce a integrare in se stesso.  Per integrarle deve vederle, guardarle, fissarle, sono immagini che occupano uno spazio geometrico, fisico,  e lui comincia a abituarcisi, comincia a farle diventare un poco più familiari nel senso che le vede e le condivide per esempio con una  persona con cui fa questa esperienza, ma anche senza  una terza presenza fisica , il solo fatto di rappresentarle sulla tela è un modo di dare una forma esterna e di renderle separate. Ma ancora di più. Quando abbiamo a che fare con la disintegrazione, abbiamo a che fare con una persona che non si considera  persona perché non si percepisce come tale, il fatto di disegnare e di rappresentare una forma sulla tela significa che io riesco a sentirmi io e a avere una minima percezione di me mediante la forma che ho rappresentato sulla tela e se questa forma viene riconosciuta, 'amata', posso reintegrarla come amore di me. Posso cominciare a volermi bene attraverso questa forma.

Molto semplicemente è la costruzione di quel fondo originario che è il nucleo narcisistico primario che un individuo dovrebbe 'avere con sé' fin dalla sua nascita.

Questo nucleo narcisistico è un'eredità biologica, organica, e culturale, psichica,  della famiglia di appartenenza, madri, padri, nonni, avi, etc. concorrono a costruire quello spazio di accoglienza e di vita che è il principale nutrimento per dare esistenza alla persona...non si vive di solo pane ma anche di qualcosa d'altro, nonostante il nutrimento biologico sia fondamentale. Posso finalmente sentirmi 'cosa buona' e quindi in prospettiva cominciare a volermi bene, a difendermi per proteggermi, a vivere.

Nella psicosi questo  nucleo narcisistico è bucherellato o molto raffazzonato. Il canale visivo è dunque in questi casi fondamentale perché ha una maggiore capacità di comunicazione rispetto a quello verbale in quanto costruisce forme  che possono dare avvio a un processo di simbolizzazione nella persona.

Dott. Giovanni Castaldi