Arteterapia con bambini ospedalizzati in oncologia pediatrica

a cura di Mona Lisa Tina


La relazione illustra l’esperienza di Open Studio di arte terapia, rivolta ai piccoli pazienti e alle loro mamme, ospitate presso le case di accoglienza A.G.E.O.P. di Bologna, svolta in Casa Arcobaleno, poco fuori le mura di Porta Castiglione. All’inizio si era pensato ad uno spazio creativo e di gioco solo per i bambini, ma si è deciso di coinvolgere da subito anche quelle mamme che desideravano prendervi parte, in quanto potevano diventare preziose e rassicuranti presenze dell’esperienza complessiva.
Il progetto, che prevedeva dieci incontri di Open Studio di un’ora e mezza ciascuno, ha avuto inizio il 19 Marzo e si è concluso il 21 Giugno del 2012. Gli incontri si sono succeduti, con cadenza settimanale, ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.00, nell’ex cappella della Casa, spazio che accoglie, tra l’altro, le attività ricreative di “Lettura delle fiabe”, per i bimbi e di “Yoga”, per le mamme.
Data la particolarità della situazione e l’imprevedibilità del decorso della malattia dei piccoli pazienti, in pre e post trapianto, si è pensato di proporre la soluzione dell’ Open Studio, aderendo il più possibile alle specifiche esigenze del contesto.

Leggi tutto (pdf)

 

Intervista a Marta Lapillo - Pittrice

Marta Lapillo - disegno

Mattia Zanin intervista Marta Lapillo, pittrice.

 

Ciao Marta, quando hai iniziato a disegnare?

Ciao Mattia, ho iniziato a disegnare quando ero solo una bambina, ma tutto iniziò a cambiare quando a sedici anni ho scoperto la pittura.


Nelle tue opere è chiaro il riferimento al dolore interiore, alla frammentazione che però ritrova un senso organico nella composizione artistica. Che origine ha la tua attenzione su questo tema ed a che punto è arrivata?

Tutto ebbe origine inconsciamente lasciandomi trasportare da tutto ciò che mi circondava. Essendo libero il mio inconscio creava, dando forma a immagini delle volte piuttosto forti da vedere agli occhi di chi guardava. Cosi iniziai il mio percorso artistico partendo dalla totale libertà emotiva. Tutto aveva un senso, la mia vita era li, rinchiusa in quei quattro angoli di tela. Come in un sogno, anche ora è l’inconscio a creare, fuori da ogni analisi oggettiva.
Attraverso la mia arte, io libero ogni dolore dal proprio sé, tirando fuori ogni più piccola sensazione, bella o brutta che sia, per ordinarla ed infine osservarla con occhi diversi accreditandone il giusto valore.

Leggi tutto

Riuscire a costruire arte

La follia nella sua matrice originaria è un grande insieme di sesso e di violenza. È una affermazione profondamente vera anche se può sembrare generica.

In ogni disagio grave c’è stata una violenza subita, c’è stata una violenza percepita, ci sono state delle esperienze traumatiche che alle volte possono essere definite oggettivamente tali e altre volte no, ma rimangono traumatiche per l’individuo che le ha vissute. Il trauma è un fatto soggettivo e la nostra psiche è il prodotto dinamico di una percezione e di un’esperienza soggettiva. Le persone che soffrono di disturbi mentali impegnativi, mi riferisco alle patologie psicotiche, hanno impresso nel loro corpo psichico una serie di traumi che si sono accumulati e stratificati fino a manifestarsi in una situazione esplosiva, non più contenuta. Succede che queste persone comincino a delirare, a costruire deliri più o meno organizzati, a ritirarsi in se stessi da se stessi. Sono ritiri che per quanto possano essere deliranti, emarginativi, cercano di mantenere un senso, il desiderio di un senso che è stato falcidiato nella storia della loro esistenza. Il ritiro psicotico è un ritiro di difesa dal mondo sociale, pubblico, anche privato, familiare, che è il luogo privilegiato del senso umano riguardo al quale ciascuno di noi deve confrontarsi.

Leggi tutto

Trauma e psicosi - Arteterapia parte seconda

accademia albertina 01

Trascrizione del seminario sull'arteterapia tenuto dal dott. Giovanni Castaldi presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, primavera 2009.

Parte Seconda

 

- Trauma e psicosi -

Parliamo della definizione di arteterapia. Vi ho letto dieci righe di Francis Bacon sul concetto di apparenza. Bacon dice che ogni generazione reinventa l’apparenza e mi permetterei di dire che ogni persona, anche se è una persona in una condizione di assoluta alienazione mentale, reinventa una configurazione psichica, reinventa qualcosa che può essere nell’ordine del suo essere.

L’arteterapia esattamente come l'arte rende visibile ciò che non lo è. Rende visibile quel che non è visibile e dà forma a quel contenuto interno, interiore della persona, nella sua dimensione emotiva e affettiva.

Leggi tutto

L'arteterapia come strumento clinico - parte prima

accademia albertina 01

Trascrizione del seminario sull'arteterapia tenuto dal dott. Giovanni Castaldi presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, primavera 2009.

Parte Prima

 

 

- L'Arte Terapia nella Riabilitazione psichiatrica -

Quando si parla di arte terapia in psichiatria si parla di una disciplina interna all'area di cura riabilitativa. Spesso e volentieri con alcuni miei colleghi abbiamo ridefinito la riabilitazione come rianimazione. Rianimare significa ricominciare a pensare, fare circolare nuovamente dei pensieri per ricostituire un'anima, mentre riabilitare riguarda la ripresa di alcune abilità comportamentali. Le abilità sono molto importanti poiché una riabilitazione è anche una riabilitazione in senso giuridico, riabilitare una persona a livello sociale. Quando però si parla di abilità si parla soprattutto di abilità relative alla funzione cognitiva, intesa come sapere compiere alcune azioni: sapere telefonare, sapere prendere un caffè al bar, dare il resto, sapersi lavare... quella che viene definita, nei reparti ospedalieri psichiatrici, la cura del sè.

Leggi tutto

L'arteterapia come strumento clinico - parte introduttiva

accademia albertina 01

Trascrizione del seminario sull'arteterapia tenuto dal dott. Giovanni Castaldi presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, primavera 2009.

Parte introduttiva

Il seminario che desidero svolgere con voi è un seminario di arte terapia. L' incontro con l'arte terapia è avvenuto per me nelle istituzioni psichiatriche e nelle comunità terapeutiche oltre che nei Centri di Psicologia e di Psicoterapia dove mi occupavo della cura dei bambini e degli adolescenti. Cito un pensiero di Francis Bacon come introduzione al nostro lavoro. Bacon è stato un grandissimo pittore del '900 , un assoluto genio artistico, che visse però una vita difficile per una serie di disturbi mentali che lo accompagnarono assiduamente. Soffrì di gravi problemi psichici che lo portarono a diverse permanenze nei reparti di salute mentale senza comunque impedirgli di realizzare capolavori pittorici di grande valore artistico riconosciuti in tutto il mondo. Queste poche righe di Bacon, spunto per me di continue riflessioni , definiscono bene quel che desidero comunicarvi nel corso del nostro lavoro sull'arteterapia. “ Ciò che a mio avviso l'uomo vuole di generazione in generazione è reinventare i modi nei quali l'apparenza può essere prodotta e riportata sul suo sistema nervoso più violentemente, più immediatamente di quanto sia stato fatto in precedenza perché ciò è già diventato una soluzione assorbita. Così ogni generazione deve reinventare l'apparenza”.

Leggi tutto

La camera chiara. Roland Barthes

camera chiaraRoland Barthes scrisse questo libro nel 1980 pochi mesi prima di morire. Sono note e riflessioni, considerazioni e digressioni sulla fotografia come si legge nella terza di copertina. Il testo è attraversato da una dimensione autobiografica. Non sono soltanto parole “indifferenti” - scientifiche e teoretiche - sulla fotografia, ma sono parole dettate da una dimensione personale e soggettiva che riguarda i rapporti che tutti noi abbiamo con le immagini fotografiche. Le fotografie evocano in ciascuno di noi sentimenti e disposizioni affettive, amore, rifiuto, seduzione, nostalgia, bellezza, infinita melanconia e milioni di altre cose ancora. Una fotografia rappresenta anche un mondo di cose e di persone che viene di volta in volta rivissuto. Fondamentale è per Barthes immergersi nella rappresentazione fotografica per giungere a cogliere l'essenza più vera della persona fotografata così come lui stesso fa nel rapporto che intrattiene con la fotografia che ritrae sua madre piccola, ancora bambina, in un giardino d'inverno.

Leggi tutto

Fare arte e fare psicoanalisi

 

Titolo: Fare arte e fare psicoanalisi

Autore: Dott. Giovanni Castaldi

> Versione integrale

> Sito PsicoArt

 

1. Premessa

Lavoro come psicoanalista da più di trent'anni a Milano. Ho una lunga formazione analitica e mi sono occupato per diverso tempo di riabilitazione psichiatrica. Nell'ambito psichiatrico e in seguito nella terapia con i bambini ho incontrato l'Arteterapia, sviluppandola come tecnica clinica. Insegno Metodi e tecniche dell'Arteterapia presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Rispondo ad una serie di domande, interrogazioni, riflessioni, che Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina, curatori degli “Incontri sul contemporaneo”, al Dipartimento di Arte dell'Università di Bologna, mi hanno rivolto. Le questioni riguardano il rapporto tra arte e psicologia/psicoanalisi; la fruizione dell'opera da parte del pubblico e il valore aggiunto che la psicoanalisi può dare a tale operazione; l'arte come funzione terapeutica o destabilizzante degli individui; la lettura che la psicologia/psicoanalisi fanno dell'arte contemporanea ed infine, se l'idea freudiana dell'arte, realizzata, contenuta e rappresentata in una forma, possa essere ancora valida, nonostante la teoria dell'informe che solca l'arte contemporanea, etc, etc.

1.1 Sulla psicoanalisi

Breve preambolo sul significato che attribuisco alla psicoanalisi.
La psicoanalisi ha la funzione, il compito, di curare. Sono cose che si sanno ma forse è meglio ribadirle. La psicoanalisi nasce e si costruisce all'interno di un contesto medico e scientifico e non nell'ambito di una dimensione filosofica e sociologica. Il fatto che la psicoanalisi possa dire qualcosa d'intelligente sui legami sociali che costituiscono le nostre attuali società e sui nostri stili di vita, non deve fare presumere che essa diventi lo strumento interpretativo al servizio di una psicosociologia dei consumi e dei comportamenti umani. Certamente la psicoanalisi può intervenire nella lettura dei destini dell'uomo ma deve stare sempre molto attenta a non allargarsi troppo e a ricordarsi che il suo lavoro clinico di cura è individuale, singolare, non opera sulle masse indistinte. Una psicoanalisi che avesse un impatto sul territorio mondiale, equivalente all'impatto di un farmaco “miracoloso” come la penicillina, non sarebbe affatto interessante per il mondo, perché diventerebbe quasi certamente un'ideologia presuntuosa e sorda di come gli esseri umani dovrebbero stare al mondo.

Leggi tutto