Arteterapia Milano

GAM - Laboratorio sull'identità

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La GAM (http://www.gamtorino.it/), Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, presenta il Laboratorio sull’identità - La costruzione del proprio autoritratto a cura del Dott. Giovanni Castaldi, Psicoterapeuta e Professore di Metodi e Tecniche dell’Arte terapia presso l’Accademia Albertina di Torino, e Mona Lisa Tina – artista, performer e arte terapeuta.

Il progetto formativo sperimentale prevede un programma di incontri che prendono avvio il 12 giugno e proseguono con appuntamenti mensili rivolti a gruppi formati da adulti, persone disabili e studenti della scuola secondaria di secondo grado. Il laboratorio, volto all’approfondimento del rapporto che i partecipanti hanno con la propria identità, è condotto con le modalità specifiche dell’Arte terapia. Le giornate di incontro saranno scandite da tre momenti distinti e integrati. Seguirà un momento finale di restituzione dell’intera esperienza.

Gli incontri si svolgono di giovedì dalle ore 10 alle 18 con il seguente calendario:

12 giugno, 18 settembre, 16 ottobre, 20 novembre, 18 dicembre 2014, 22 gennaio, 19 febbraio 2015.

Le persone interessate dovranno munirsi di fotografie rappresentative della propria vita (originali o fotocopiate); di immagini di riviste, giornali, libri o altro materiale per il collage e oggetti personali significativi.


La partecipazione è gratuita con iscrizione presso il Dipartimento Educazione GAM: tel. 011 4429546 - e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

>> FOTO DEL PRIMO INCONTRO <<

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Luglio 2014 20:00
 

Fare arte e fare psicoanalisi

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Titolo: Fare arte e fare psicoanalisi

Autore: Dott. Giovanni Castaldi

> Versione integrale

> Sito PsicoArt

 

1. Premessa

Lavoro come psicoanalista da più di trent'anni a Milano. Ho una lunga formazione analitica e mi sono occupato per diverso tempo di riabilitazione psichiatrica. Nell'ambito psichiatrico e in seguito nella terapia con i bambini ho incontrato l'Arteterapia, sviluppandola come tecnica clinica. Insegno Metodi e tecniche dell'Arteterapia presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Rispondo ad una serie di domande, interrogazioni, riflessioni, che Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina, curatori  degli “Incontri sul contemporaneo”, al Dipartimento di Arte dell'Università di Bologna, mi hanno rivolto. Le questioni riguardano il rapporto tra arte e psicologia/psicoanalisi; la fruizione dell'opera da parte del pubblico e il valore aggiunto che la psicoanalisi può dare a tale operazione; l'arte come funzione terapeutica o destabilizzante degli individui; la lettura che la psicologia/psicoanalisi fanno dell'arte contemporanea ed infine, se l'idea freudiana dell'arte, realizzata, contenuta e rappresentata in una forma, possa essere ancora valida, nonostante la teoria dell'informe che solca l'arte contemporanea, etc, etc.

1.1 Sulla psicoanalisi

Breve preambolo sul significato che attribuisco alla psicoanalisi.
La psicoanalisi ha la funzione, il compito, di curare. Sono cose che si sanno ma forse è meglio ribadirle. La psicoanalisi nasce e si costruisce all'interno di un contesto medico e scientifico e non nell'ambito di una dimensione filosofica e sociologica. Il fatto che la psicoanalisi possa dire qualcosa d'intelligente sui legami sociali che costituiscono le nostre attuali società e sui nostri stili di vita, non deve fare presumere che essa diventi lo strumento interpretativo al servizio di una psicosociologia dei consumi e dei comportamenti umani. Certamente la psicoanalisi può intervenire nella lettura dei destini dell'uomo ma deve stare sempre molto attenta a non allargarsi troppo e a ricordarsi che il suo lavoro clinico di cura è individuale, singolare, non opera sulle masse indistinte. Una psicoanalisi che avesse un impatto sul territorio mondiale, equivalente all'impatto di un farmaco “miracoloso” come la penicillina, non sarebbe affatto interessante per il mondo, perché diventerebbe quasi certamente un'ideologia presuntuosa e sorda di come gli esseri umani dovrebbero stare al mondo.

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Bologna 1 marzo 2013, Arteterapia. Un'esperienza creativa nella clinica

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A integrazione degli Incontri sul contemporaneo - Secondo ciclo, organizzati da Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina, in collaborazione con PsicoArt e con il gruppo “Psicologia e arte contemporanea” della IAAP (International Association for Art and Psychology) - Sezione di Bologna


Venerdì 1 marzo 2013 alle ore 11
nell’Aula 2 di S. Cristina, piazzetta Morandi, 2 - Bologna


Giovanni Castaldi
(psicologo e psicoanalista) parlerà di

"Arteterapia. Un'esperienza creativa nella clinica"

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Febbraio 2013 18:09
 

Intervista a Marta Lapillo - Pittrice

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Marta Lapillo - disegno

Mattia Zanin intervista Marta Lapillo, pittrice.

 

Ciao Marta, quando hai iniziato a disegnare?

Ciao Mattia, ho iniziato a disegnare quando ero solo una bambina, ma tutto iniziò a cambiare quando a sedici anni ho scoperto la pittura.


Nelle tue opere è chiaro il riferimento al dolore interiore, alla frammentazione che però ritrova un senso organico nella composizione artistica. Che origine ha la tua attenzione su questo tema ed a che punto è arrivata?

Tutto ebbe origine inconsciamente lasciandomi trasportare da tutto ciò che mi circondava. Essendo libero il mio inconscio creava, dando forma a immagini delle volte piuttosto forti da vedere agli occhi di chi guardava. Cosi iniziai il mio percorso artistico partendo dalla totale libertà emotiva. Tutto aveva un senso, la mia vita era li, rinchiusa in quei quattro angoli di tela. Come in un sogno, anche ora è l’inconscio a creare, fuori da ogni analisi oggettiva.
Attraverso la mia arte, io libero ogni dolore dal proprio sé, tirando fuori ogni più piccola sensazione, bella o brutta che sia, per ordinarla ed infine osservarla con occhi diversi accreditandone il giusto valore.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Aprile 2013 18:06 Leggi tutto...
 

Arte Terapia con bambini ospedalizzati in oncologia pediatrica

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a cura di Mona Lisa Tina


La relazione illustra l’esperienza di Open Studio di arte terapia, rivolta ai piccoli pazienti e alle loro mamme, ospitate presso le case di accoglienza A.G.E.O.P. di Bologna, svolta in Casa Arcobaleno, poco fuori le mura di Porta Castiglione. All’inizio si era pensato ad uno spazio creativo e di gioco solo per i bambini, ma si è deciso di coinvolgere da subito anche quelle mamme che desideravano prendervi parte, in quanto potevano diventare preziose e rassicuranti presenze dell’esperienza complessiva.
Il progetto, che prevedeva dieci incontri di Open Studio di un’ora e mezza ciascuno, ha avuto inizio il 19 Marzo e si è concluso il 21 Giugno del 2012. Gli incontri si sono succeduti, con cadenza settimanale, ogni    giovedì dalle 16.30 alle 18.00, nell’ex cappella della Casa, spazio che accoglie, tra l’altro, le attività ricreative di “Lettura delle fiabe”, per i bimbi e di “Yoga”, per le mamme.
Data la particolarità della situazione e l’imprevedibilità del decorso della malattia dei piccoli pazienti, in pre e post trapianto, si è pensato di proporre la soluzione dell’ Open Studio, aderendo il più possibile alle specifiche esigenze del contesto.

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Dicembre 2012 18:56
 


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